Questo è un libro per appassionati, in primo luogo dell’opera di Piero Guccione e poi, più generale, appassionati di pittura: chi la guarda, chi la studia, ma soprattutto chi con la pittura si sporca le mani. Sono destinatari privilegiati di questo lavoro i giovani pittori e gli studenti delle Accademie di belle arti; ovvero coloro che sono in prima linea e affrontano ogni giorno il faticoso pensiero della legittimazione del proprio fare artistico, in rapporto con la contemporaneità. Dopo tanti proclami sulla sua presunta fine, quali sono oggi le sfide per un giovane che desidera esprimersi con i mezzi propri di quest’arte?
Manuel Gualandi, che l’aria dell’Accademia l’ha respirata negli anni di formazione, e ha visto i laboratori di pittura trasformarsi in luoghi di dissertazione teorica, oggi si chiede – e chiede di rimando a Guccione – a partire da quali presupposti la pittura possa essere considerata una lingua attuale, quale sia in fondo la sua specificità irriducibile.
Probabilmente da qualche parte, in qualche aula d’accademia o altrove, qualcuno sta dipingendo, con serietà e con esiti autonomi; esiti che testimoniano un’originalità e una consapevolezza a cui questo libro vorrebbe, non solo idealmente, dare il proprio incoraggiamento.